Modello “SENZA ZAINO”:
Tre valori: responsabilità, comunità, ospitalità. Il primo valore è la responsabilità. Gli studenti sono portati ad assumersi la responsabilità durante il proprio apprendimento (AA.VV. 2008). Quando diciamo nell’apprendimento ci riferiamo in particolare al costruttivismo (Piaget, 1973; Varisco, 2002), per cui il sapere non si trasmette, ma è frutto dell’azione intenzionale del soggetto che interviene sia sulle sue strutture cognitive che nell’ambiente. I metodi attivi basati sulla ricerca e il problem – solving (Zan, 1998) e quelli passivi orientati alla comprensione (Polanyi, 2006) sono posti al fondamento dell’agire didattico. Quando parliamo dell’apprendimento invece vogliamo evidenziare che gli studenti sono coinvolti con i docenti a strutturare, progettare, revisionare la situazione dall’ambiente formativo, ovvero le attività didattiche. In tale prospettiva i docenti svolgono un ruolo prevalente di incoraggiatori e facilitatori. Essi non solo insegnano, ma apprendono con gli alunni, per cui la scuola assomiglia ad una comunità di ricercatori e ad un laboratorio. La responsabilità così intesa promuove comportamenti improntati alla cittadinanza attiva (Orsi, 1998) e il conseguimento effettivo delle competenze previste dagli obiettivi nazionali. Il secondo valore è la comunità. L’apprendimento si determina nelle relazioni e non individualisticamente. La
personalizzazione dell’insegnamento e la comunità si integrano. SZ vede la scuola come una comunità di apprendimento, di ricerca e di pratiche (Sergiovanni, 1996; Wald – Castleberry, 2000)
dove ci si pongono domande e problemi, si condividono i percorsi di studio e di approfondimento, si scambiano le risorse cognitive e le pratiche di lavoro, si vive insieme. Tutto questo tanto tra alunni(non solo all’interno della classe, ma anche tra alunni più grandi e alunni più piccoli), quanto tra docenti, favorendo sia il cooperative learning che il cooperative teaching. La comunità implica, inoltre, un pieno coinvolgimento dei genitori visti anche come partecipi nell’attività didattica. Il terzo valore è l’ospitalità. In vari sensi. Nel senso che un ambiente ospitale e ben organizzato favorisce l’apprendimento per il gruppo e per la persona; nel senso di ospitare le diversità dei soggetti in formazione; nel senso – infine – per cui il sapere, ovvero la scoperta del mondo, avviene se il mondo stesso è contrassegnato dall’ospitalità e dall’accoglienza. In definitiva si tratta di un dato antropologico: la conoscenza rende ospitale il mondo trasformandolo, ma il mondo, una volta trasformato, si rende ospitale per essere conosciuto e trasformato dalle nuove generazioni (Mortari, 2006). Il come dell’imparare: l’attività al centro. beneficiari: classi prima, seconda, terza e quarta A in sperimentazione e altre classi della scuola Randi a seguire negli anni successivi.
personalizzazione dell’insegnamento e la comunità si integrano. SZ vede la scuola come una comunità di apprendimento, di ricerca e di pratiche (Sergiovanni, 1996; Wald – Castleberry, 2000)
dove ci si pongono domande e problemi, si condividono i percorsi di studio e di approfondimento, si scambiano le risorse cognitive e le pratiche di lavoro, si vive insieme. Tutto questo tanto tra alunni(non solo all’interno della classe, ma anche tra alunni più grandi e alunni più piccoli), quanto tra docenti, favorendo sia il cooperative learning che il cooperative teaching. La comunità implica, inoltre, un pieno coinvolgimento dei genitori visti anche come partecipi nell’attività didattica. Il terzo valore è l’ospitalità. In vari sensi. Nel senso che un ambiente ospitale e ben organizzato favorisce l’apprendimento per il gruppo e per la persona; nel senso di ospitare le diversità dei soggetti in formazione; nel senso – infine – per cui il sapere, ovvero la scoperta del mondo, avviene se il mondo stesso è contrassegnato dall’ospitalità e dall’accoglienza. In definitiva si tratta di un dato antropologico: la conoscenza rende ospitale il mondo trasformandolo, ma il mondo, una volta trasformato, si rende ospitale per essere conosciuto e trasformato dalle nuove generazioni (Mortari, 2006). Il come dell’imparare: l’attività al centro. beneficiari: classi prima, seconda, terza e quarta A in sperimentazione e altre classi della scuola Randi a seguire negli anni successivi.
CARATTERISTICHE PRINCIPALI:
ALUNNI n°106, 106 alunni, 6 classi, 2 sezioni (A-B) tutte a modello Senza Zaino
ORARIO: 40 ore settimanali, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.15 alle ore 16.15 con SERVIZIO MENSA.
STRUTTURE: laboratorio di informatica; mensa (gestita dal Comune); aula di musica e aula di arte;
biblioteca; palestra; ampio giardino; orto biologico.
DOTAZIONI: Fotocopiatrice; Apparecchi TV; Lettori DVD e Cd Impianto di amplificazione; 10 LIM
(Lavagna Interattiva Multimediale) + 3 videoproiettori; Rete Wi Fi
ORARIO: 40 ore settimanali, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.15 alle ore 16.15 con SERVIZIO MENSA.
STRUTTURE: laboratorio di informatica; mensa (gestita dal Comune); aula di musica e aula di arte;
biblioteca; palestra; ampio giardino; orto biologico.
DOTAZIONI: Fotocopiatrice; Apparecchi TV; Lettori DVD e Cd Impianto di amplificazione; 10 LIM
(Lavagna Interattiva Multimediale) + 3 videoproiettori; Rete Wi Fi
Luoghi
Scuola primaria "F. Randi"
Via Piave, 23 - Padova (PD)
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